Erbe selvatiche commestibili: il nostro recupero di un mondo scomparso

erbe selvatiche commestibili

La raccolta e il consumo di erbe selvatiche commestibili ha accompagnato l’uomo sin dalla preistoria, ma oggi guardando un prato sono pochissime le persone che sanno che non è semplice erba, ma che c’è un mondo nascosto.

Per fortuna, oggi le persone cercano un’alimentazione sana e genuina com’era una volta e desiderano un ritorno alla natura e alla tradizione. 

Noi non abbiamo voluto lasciar morire questa tradizione: abbiamo dunque deciso di recuperare le erbe orobiche alpine commestibili come il parüch e il cornagì, ricche di proprietà. Come? Mettendole in vasetti: così le caratteristiche naturali rimangono inalterate e le erbe sono facili e veloci da usare nella quotidianità frenetica, in primi piatti e non solo.

In questo articolo ti raccontiamo la raccolta delle erbe selvatiche e spontanee e il nostro sogno diventato realtà.

erbe selvatiche commestibili coltivate

Erbe selvatiche commestibili: un mondo che pochi ancora conoscono

Per molto tempo la raccolta e il consumo di erbe spontanee sono state una necessità per la sopravvivenza. L’alimentazione si basava su quel che il territorio offriva e sul ciclo delle stagioni, che definiva quali cibi consumare e quali conservare per periodi di minore abbondanza. La modernità, invece, ci ha allontano dalla comunione con la natura.

Eppure l’Italia è uno dei paesi europei più ricchi di specie vegetali. Le erbe selvatiche e spontanee crescono favorite dal clima e dalla fertilità del terreno e sono impiegate in erboristeria e nell’alimentazione. Negli ultimi anni si è risvegliata l’attenzione per la sostenibilità; molte persone preferiscono un’alimentazione sana e genuina come quella di una volta e vogliono riavvicinarsi alla natura e alla tradizione.

Se per i nostri nonni e genitori le erbe spontanee erano la quotidianità, il concreto sostentamento alimentare, molti giovani (e anche adulti) d’oggi non conoscono né toccano con mano questa tradizione.  Noi di Azienda Agricola Della Fara abbiamo deciso di tornare alla natura e ai suoi doni, a uno stile di vita più sano e vicino al nostro territorio e la sua storia riscoprendo le erbe spontanee e cercando un modo innovativo per far conoscere questi antichi sapori. 

Quali sono le erbe selvatiche commestibili?

Ci sono diverse tipologie di piante ed erbe spontanee commestibili, che posseggono:

  • Foglie commestibili, come il tarassaco, la melissa, l’aglio orsino, la silene vulgaris;
  • Fiori commestibili: alcune piante hanno fiori aromatici che si possono cucinare, come la lavanda o il fiore di sambuco;
  • Frutti commestibili, spesso ricchi di antiossidanti e vitamine, come il ginepro, la rosa canina, il sambuco;
  • Radici commestibili, tra cui il topinambur.

Perché gustare e come riconoscere le erbe selvatiche commestibili

Delle erbe spontanee si possono raccogliere fiori, foglie, frutti, cortecce in zone protette. Meglio evitare di raccogliere le radici, per non intaccare l’ecosistema e pregiudicare la crescita della pianta in quella zona.

Le varie proprietà delle erbe selvatiche commestibili

Le erbe selvatiche sono ricche di proprietà. Tra queste troviamo proprietà antiossidanti, diuretiche, emollienti, ipotensive, depurative, digestive, toniche, antibiotiche, antimicotiche, purificative. Le erbe selvatiche commestibili, dunque, sono un concentrato di benessere per l’organismo!

Come riconoscere le erbe selvatiche

La raccolta e il consumo di erbe spontanee si stanno diffondendo sempre più. È però fondamentale essere estremamente sicuri di ciò che si raccoglie. Per aiutarti a riconoscere le erbe selvatiche puoi studiare libri di botanica, seguire corsi di riconoscimento delle erbe spontanee o affidarti a persone esperte.

Le erbe spontanee commestibili possono essere anche coltivate,  come abbiamo deciso di fare noi dell’Azienda Agricola Della Fara. Le coltiviamo in campi protetti in modo al 100% naturale, facendo sì che crescano come se fossero spontanee nel loro habitat naturale, quindi senza acqua, concimi, serre per facilitarne la crescita. 

erbe spontanee commestibili - prodotti

Riscoprire le erbe selvatiche orobiche gustandole in vasetto

I nostri nonni raccontavano di una tradizione gastronomica povera ma genuina, fatta di prodotti del territorio, di erbe spontanee cucinate in modo semplice. Sono racconti che hanno sempre affascinato me e mio papà Italo.

Imprenditore con trent’anni di esperienza, un po’ per gioco, un po’ per passione personale, mio papà decide di avvicinarsi al mondo delle erbe spontanee commestibili. È il 2012, l’inizio della storia di Azienda Agricola Della Fara.

La nostra idea: erbe spontanee commestibili in vasetto

Il mondo delle erbe spontanee è fatto di antichi sapori genuini, e noi volevamo trovare un modo nuovo e innovativo per riproporli, mantenendo inalterate le caratteristiche naturali e le proprietà delle piante.

Da subito abbiamo pensato ad accostamenti particolari e ricercati decidendo di metterli in vasetto: ci è sembrato un buon modo per farli conoscere alle persone e l’idea più adatta ad una quotidianità sempre di fretta, in cui le persone non hanno abbastanza tempo per cucinare. O per raccogliere le erbe spontanee!

Coltivando e trasformando le erbe orobiche abbiamo dato vita a salse, pesti e creme per condire in modo facile e veloce pasta, risotti e altri primi piatti, ma anche pane, piadine, bruschette, frittate. (Possiamo provare a mettere le erbe anche sulla pizza? Proviamo!).

Sono nati anche digestivi e sciroppi con proprietà benefiche per l’organismo, buonissimi da bere, ottimi per preparare bibite, tisane, aperitivi o cocktail.

Tutto questo garantendo la genuinità di una volta, i sapori veri e semplici di una tradizione gastronomica bergamasca.

Spinacio selvatico, aglio orsino e altre ancora: le erbe spontanee recuperate

Tra le erbe spontanee orobiche che abbiamo recuperato ci sono:

  • Erba del Buon Enrico (chiamato anche Parüch e Spinacio selvatico), dal sapore più intenso e particolare rispetto al classico spinacio e dal retrogusto leggermente amarognolo;
  • Aglio Orsino, che possiede le stesse virtù dell’aglio comune, ma ha un sapore molto più dolce e delicato;
  • Silene vulgaris, conosciuta anche come Cornagì, dal sapore tenero e delicato;
  • Rabarbaro: unendo il sapore dolce e delicato dei gambi del rabarbaro selvatico e quello più aspro e forte del rabarbaro coltivato; la radice ha il classico sapore amaro.
Paola Della Fara

Paola Della Fara

Titolare dell'Azienda Agricola Della Fara

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