La nostra scelta di vita

Come siamo tornati alle origini

Questo articolo vuole iniziare con il classico “C’era una volta…”
C’era una volta una famiglia impegnata in attività commerciali che niente avevano a che fare con la Natura, ancor meno con l’agricoltura. Poi, nel 2012, la svolta: si abbandonano quasi completamente le precedenti attività per dedicarsi ad un sogno. Una scelta di vita che ha portato questa famiglia a riscoprire il passato di un territorio e la tradizione quasi dimenticata delle sue Erbe Spontanee.
Questa è la storia della mia famiglia e di come abbiamo voluto tornare alle origini.

Ma iniziamo dalle presentazioni.

Io sono Paola e circa 5 anni fa ho lasciato il posto fisso in un ufficio assicurativo per seguire i passi di mio padre, Italo. E’ lui la mente e l’ideatore di questo sogno. Dopo 30 anni nel mondo dell’imprenditoria, sempre in giro per l’Italia, cambia letteralmente vita nel 2012, tornando  a San Giovanni Bianco, in Val Brembana. E’ qui che si avvicina sempre di più alla Natura e, inizialmente per gioco, decide di avviare la prima coltivazione di Paruch, lo spinacio selvatico di montagna. Il tutto in un fazzoletto di terra di circa 1 ettaro e mezzo, con fortissime pendenze e immerso nel bosco, che è anche il nome della frazione di San Giovanni Bianco dove nasce la nostra azienda, Bosco.

Un anno fa anche mio fratello maggiore, Francesco, decide di unirsi a noi. E con lui, il 2022 ha portato, oltre che una ventata d’aria fresca, anche importanti cambiamenti: altri due ettari e mezzo di terreno e la nascita del nostro laboratorio di trasformazione. Un laboratorio vero e proprio, con macchinari all’avanguardia e che rappresenta un po’ la ciliegina sulla torta. E’, infatti, l’ultimo tassello per completare la nostra filiera: dalla semina delle nostre erbe selvatiche, la loro coltivazione, fino alla loro trasformazione nei prodotti che probabilmente già conoscerete.

Ecco, questa è la nostra squadra. E sì, hai capito bene, siamo solo in 3!

Italo e Paola
Paola e Francesco

Oltre alla famiglia, una cosa ci accomuna: seppur in momenti diversi, tutti e tre abbiamo radicalmente cambiato le nostre vite. Abbandonando le precedenti attività, ci siamo immersi in questo nuovo mondo, ricco di storia e tradizione e abbiamo scelto di dedicarci a ciò che ha dato origine a tutto: la Natura.

Come accennato qui sopra, tutto ha avuto inizio ormai 11 anni fa per gioco, come un qualsiasi passatempo. Nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata un’attività vera e propria. Nessuno in realtà lo voleva. Ognuno di noi, infatti, aveva il proprio lavoro e il Bosco, la frazione dove sono nati i nostri campi, era semplicemente il luogo dove trascorrere i fine settimana. Ma quei prati in salita, incolti da molti anni, sono stati come delle calamite per mio padre. I lavori di ristrutturazione del vecchio fienile appartanente a mio nonno materno, hanno fatto sì che mio padre trascorresse tutto il suo tempo libero circondato dalla natura. Come faceva quando era bambino e viveva a Branzi.

I nostri campi vista Orobie

Hai mai provato a sederti in un prato, in silenzio ed osservare il panorama? Non credo esista sensazione più bella. A qualcuno può portare pace, ad altri pensieri o meditazione. Mio padre, invece, ha iniziato a ricordare.

Erano ricordi di quando era bambino e passeggiava sulle montagne delle Orobie, quando insieme ai suoi genitori e ai suoi nonni andava alla ricerca di un’erba selvatica pregiatissima e molto diffusa: il Paruch. E tutti questi ricordi, uniti al suo innato spirito imprenditoriale, lo hanno spinto in una direzione che nessuno, in Val Brembana e nella bergamasca, aveva ancora preso. Nel 2012 decide, infatti, di iniziare a coltivare questa ed altre erbe spontanee tipiche delle Orobie.

Non era altro che un gioco, per lui. Il suo giocattolino. Ma che ha fatto sì che anche io e Francesco ci appassionassimo e iniziassimo, con lui, a sognare. Purtroppo noi, come la maggior parte dei ragazzi della nostra generazione, non abbiamo i suoi stessi ricordi riguardo le erbe spontanee, ma la curiosità nei confronti di questa antica tradizione e la voglia di rinnovarla si facevano sempre più insistenti. E insieme a questa curiosità, cresceva in tutti noi anche il desiderio di proteggere il nostro territorio, salvaguardarlo e cercare in qualche modo di valorizzarlo.

E’ buffo come io, che da questa valle volevo scappare quando ero adolescente, mi sia lentamente innamorata delle nostre montagne e oggi non mi immaginerei altrove. Dove prima vedevo erbacce, ora vedo un mondo nuovo, fatto di ricchezze e di storia.  E’ stata una scelta di vita che ha insegnato a tutti e tre ad osservare la Natura con occhi diversi, a rispettarla e, soprattutto, a sottostare ai suoi ritmi: correndo, quando è il momento di raccogliere i suoi frutti e fermandosi, quando necessita di riposo.

Oggi, nonostante questo progetto sia diventato a tutti gli effetti la nostra attività principale, continuiamo a vederlo e chiamarlo “il nostro giocattolino”. Continuiamo a vederlo non come un lavoro, bensì come una scelta di vita.

Difficile e faticosa, a volte, ma diciamocela tutta: imparare a creare qualcosa da zero, vederlo nascere, crescere e infine trasformarsi…bè, è spettacolare!

Perchè ho voluto raccontare questo? Perchè in questi anni abbiamo lasciato che fossero principalmente i nostri prodotti a parlare. Volevamo riportare questi antichi sapori sulle nostre tavole, nonostante la maggior parte delle persone con cui entravamo in contatto non ne conoscessero nemmeno l’esistenza. Con determinazione e costanza abbiamo spiegato innumerevoli volte che cosa stessimo facendo e che tipo di prodotti avevamo inventato. Siamo sempre stati fiduciosi e consapevoli di quanto potesse diventare importante il nostro “giocattolo” ed ora, dopo 10 anni da questa scelta di vita, credo sia giunto il momento di raccontarvi un po’ più di noi. E’ giusto che sappiate chi e cosa c’è dietro ad un vasetto e cosa, tutto questo, significa per noi.

Ho deciso di cambiare un po’ lo stile di questo blog. A partire dal nome, che da ora chiameremo “diario”. Perchè mi piacerebbe diventasse un punto d’incontro tra noi e voi e chissà, forse potrebbe diventare anche uno spazio dove scambiarsi opinioni e idee!

A presto!

Paola

 

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